I percorsi: due giorni, mille paesaggi

Primo giorno – Verso le colline, dove la strada racconta

Si parte dalla pianura, quando le gambe sono fresche e la mente è ancora leggera. L’asfalto scorre facile, i campi si aprono tutt’intorno e il ritmo della pedalata diventa subito quello giusto: costante, senza fretta.

La prima vera sorpresa è Dozza. Il borgo dipinto appare come un quadro a cielo aperto: muri colorati, vicoli stretti, arte che si mescola alla vita quotidiana. Qui la bici rallenta quasi da sola, perché ogni angolo merita uno sguardo in più.

Lasciata Dozza, la strada inizia a salire dolcemente verso Riolo Terme. Le colline si avvicinano, il verde si fa più intenso e l’aria cambia. Il borgo, raccolto attorno alla sua rocca, è un punto di passaggio naturale: si respira tranquillità, si sente che si sta entrando nel cuore della Romagna collinare.

Poi arriva uno dei momenti più amati del percorso: Brisighella. Le sue tre rocche dominano il paese, visibili da lontano, come un invito a proseguire. Pedalare qui significa attraversare storia, pietra e silenzio, con scorci che sembrano usciti da un racconto medievale.

Da Brisighella si continua a salire, con calma, verso Monte Trebbio. La fatica c’è, ma è quella buona, ripagata da panorami sempre più ampi. Le colline si aprono, la pianura resta alle spalle e lo sguardo corre lontano. È qui che si capisce davvero perché si è partiti.

L’arrivo al Camping La Luna sul Trebbio è quasi naturale: un luogo sospeso, immerso nel verde, dove fermarsi, respirare e godersi la sera. La bici si appoggia, il sole cala, la giornata trova il suo finale perfetto.

Secondo giorno – Dalle colline al mare, seguendo l’acqua

Il secondo giorno si riparte con un’energia diversa. Le gambe ricordano la strada del giorno prima, ma la testa è leggera. Si scende verso la pianura, seguendo strade più ampie, fino a raggiungere Ravenna.

Qui il viaggio cambia volto. La città accoglie con la sua eleganza silenziosa, e pedalare accanto al Mausoleo di Teodorico è come attraversare un libro di storia a cielo aperto. Poche pedalate più in là, si entra nella Darsena, uno spazio vivo e contemporaneo, fatto di acqua, barche e movimento lento.

Lasciata la città, la natura torna protagonista. La strada si infila nella Pineta San Vitale, dove l’ombra degli alberi accompagna la pedalata. Il profumo di resina, il fruscio delle foglie, la sensazione di essere lontani da tutto: qui il tempo rallenta davvero.

Poi il mare. I lidi ravennati arrivano quasi senza annuncio, con la luce che cambia e l’aria che si fa salmastra. A Casal Borsetti ci si può fermare per una pausa speciale: mangiare con i piedi nella sabbia, guardando l’orizzonte, lasciando che il viaggio si sedimenti.

Il rientro è uno dei momenti più suggestivi di tutta l’esperienza. Le Valli di Comacchio si aprono silenziose, tra acqua e cielo. La strada è sottile, sospesa, e tutto intorno è calma. Qui, spesso, compaiono loro: i fenicotteri rosa, immobili, eleganti, quasi irreali. È un finale che non ha bisogno di parole.